Animatori da museo
Se sei un responsabile di un museo ed hai intenzione di rendere più "appetibile" un determinato spazio o una determinata mostra contattaci e penseremo insieme a come realizzarlo.
Chi sono gli animatori da museo
(estratto da www.Monster.it di Manuela Longo)
Rendono più divertenti e interattive mostre ed esposizioni d'arte
C’erano una volta gli animatori da Villaggio turistico o di eventi dedicati ai più piccoli. Oggi, la figura dell’animatore si è estesa ad aree molto più istituzionali, facendosi largo nel mondo della sanità dove è previsto sempre più spesso del personale per le attività ludico-ricreative dei degenti ma, soprattutto, i nuovi intrattenitori sono sbarcati nei musei.
Ma chi sono e cosa fanno, gli animatori al museo? Si tratta di operatori, sempre più “specializzati”, con una mirata preparazione interna o universitaria che affiancano (e talvolta sostituiscono) guide ed operatori, nelle sale espositive e, in particolare, nei momenti di attività dedicate ai visitatori, nella realizzazione dei laboratori per le scuole e nell’organizzazione di eventi.
Gli animatori, dotati di ottima dialettica, capacità di coinvolgimento ed una buona conoscenza delle lingue, intrattengono il pubblico, seguendone il percorso all’interno delle sale e, in particolare, si prendono cura della visita dei più piccoli, organizzando percorsi mirati, visite-gioco, laboratori didattici per creare divertendosi. Il loro compito, quindi, è rendere la visita più piacevole e stimolante.
I Musei che prevedono la figura dell’animatore, in Italia, sono moltissimi, ma, in particolare, si sono adeguate le strutture che hanno un contatto assiduo con le scuole o che nascono, appositamente, per i bambini. Quindi si possono trovare animatori al museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci", a Milano e al Mart di Rovereto. Già da diversi anni, ad Explora, Il Museo dei Bambini di Roma, gli animatori guidano i piccoli curiosi all’interno della città in miniatura, gestiscono le feste di compleanno ed i laboratori di arte, scienza, società e molto altro.
Ma quali sono i requisiti per lavorare come animatore nei Musei? Intanto una cultura superiore o una formazione universitaria. L’ideale sono le lauree umanistiche ed i Corsi di Pedagogia e Scienze della Formazione ma, più che lo studio contano le doti personali di disponibilità, predisposizione al rapporto con il pubblico e creatività. E’ importante, soprattutto se si lavora nelle strutture più grandi, conoscere bene l’inglese, ma anche la dimestichezza con altre lingue è gradita.
Chi volesse prepararsi con una formazione specifica può scegliere un Corso mirato in Comunicazione e Didattica dell’Arte, previsto alle Accademie di Belle Arti, come quella di Bologna, oppure Pedagogia e Didattica dell’Arte ad Urbino. In alcuni casi, però, come agli Uffizi di Firenze, l’attività didattica è guidata da Storici dell’arte, che si formano con un corso di Laurea in Studi Storici Artistici, previsto in quasi tutti gli Atenei. Anche una buona manualità è una marcia in più, perché agli animatori è spesso richiesto di “confezionare” anche il materiale che verrà utilizzato nella didattica. Forbici, carta e colla, quindi, sono gli strumenti del mestiere.
Dopo la formazione, è indispensabile un periodo di stage o tirocinio nei Musei, per entrare in sintonia con un ambiente in continua trasformazione, partecipare alla fase di progettazione dei Laboratori e per scoprire la macchina che si cela dietro l’allestimento di mostre e percorsi didattici.
Solitamente le attività di animazione, come quelle di guida ed intrattenimento, vengono affidati a società o ad Associazioni, alle quali si può inviare la propria candidatura. Ci si propone con una candidatura spontanea, ma bisogna essere disposti a lavorare su turni e anche (soprattutto!) nei giorni festivi!
Per essere sempre aggiornati in tema di didattica dell’arte o partecipare a laboratori e corsi mirati a livello internazionale, potrebbe essere una buona idea consultare sito di Didart, il progetto europeo nato dalla collaborazione tra prestigiosi enti e partner europei. Presenta quattro nuclei di attività coordinati tra loro, dedicati ai musei e alla didattica dell’arte museale, all’editoria, alla scuola e alla formazione. Gli addetti ai lavori, ma anche studenti, insegnanti, genitori e bambini, potranno provare on-line proposte di laboratorio e trovare informazioni aggiornate sulle attività didattiche di musei, biblioteche e scuole anche non coinvolte nel progetto, oltre a tanto materiale utile anche per la didattica nelle scuole.
Per farsi un’idea sulle mostre animate, è possibile visitate il sito del MUBA, il museo dei bambini di Milano, per ora solo virtuale, che progetta, realizza e allestisce mostre nei principali spazi italiani dedicati alle scuole e all’infanzia.
Letture consigliate
J.Piaget, Lo sviluppo mentale del bambino, Einaudi, Torino 1974
Eddy Carli, Cervelli che parlano, Bruno Mondadori 1997
H.Gardner, Formae mentis, Feltrinelli, Milano 1987
R.L.Gregory, Occhio e cervello, Raffaello Cortina, Milano 1998
V.Lowenfeld, W.L.Brittain, Creatività e sviluppo mentale, Giunti Barbera, Firenze 1984
R.Arnheim, Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano 1962.


